Presentazione

Fondatore: Giampaolo Rossi
Direttore: Mauro Renna


L’idea di costituire la “Rivista quadrimestrale di diritto dell’ambiente” nasce dalla consapevolezza che, nell’ambito giuridico, il diritto dell’ambiente rappresenta una delle materie più direttamente coinvolte nella crisi del modello di sviluppo che sta attraversando il pianeta, nei processi di globalizzazione e nella crisi di molte istituzioni e categorie giuridiche tradizionali e, quindi, muove dalla convinzione che lo studio del diritto ambientale possa e debba costituire una preziosa occasione per tentare di elaborare nuove sistematiche e metodologie giuridiche, o almeno per rivisitare concetti dogmatici già conosciuti.

Si è maturata la convinzione, in altri termini, che lo studio del diritto dell’ambiente debba dialogare con la teoria generale, anziché essere affrontato – come spesso è stato fatto, stante l’elevato contenuto tecnico della materia – soltanto da iperspecialisti, attraverso contributi elaborati con un linguaggio assai specifico e caratterizzati da una grande densità di dati documentali; e si è realizzato come, pur essendo il diritto dell’ambiente per sua natura interdisciplinare, il diritto amministrativo sia il settore dell’ordinamento giuridico che si presta maggiormente, se non esclusivamente, a offrire una visione di insieme e a consentire una sistemazione unitaria della materia, dato che non esistono aspetti rilevanti della disciplina ambientale che non comportino l’esercizio di pubblici poteri o comunque interventi di pubbliche amministrazioni.

Da tutto ciò è derivata, dunque, l’idea di fondare una rivista scientifica di diritto dell’ambiente, costituita da studiosi del diritto amministrativo generale; idea di Giampaolo Rossi, che, dopo avere curato il libro “Diritto dell’ambiente”, edito da Giappichelli, e promosso l’istituzione del Master in “Diritto dell’ambiente” presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma Tre, in rapida successione ha fondato anche la Rivista, realizzando così un progetto scientifico unitario e, al tempo stesso, contribuendo a dar vita a nuovi percorsi di ricerca.

Già il libro testé menzionato, infatti, è espressione dell’impostazione di cui si è detto: si tratta di un libro che ricostruisce i principi costitutivi della materia, ne offre le principali chiavi di lettura e ne illustra le problematiche fondamentali; non quindi un trattato o comunque un testo che tenti di descrivere ogni minimo dettaglio della disciplina ambientale – vastissima e, peraltro, sempre in rapida evoluzione – ma uno studio collettaneo di inquadramento della materia, che cerca di cogliere e spiegare le specificità del diritto dell’ambiente con uno sguardo più alto e un respiro più ampio, così da trarne anche spunti, ove possibile, per una riconsiderazione di categorie giuridiche generali. D’altro canto, è evidente che solo se si è attrezzati con solide basi di teoria generale è possibile affrontare al meglio e approfondire proficuamente l’analisi, anche nel dettaglio, delle normative ambientali.

Ebbene, gli studiosi già coinvolti nell’iniziativa del libro hanno deciso di costituire insieme una rivista; e in questo modo è nata la “Rivista quadrimestrale di diritto dell’ambiente”, rivista che, d’intesa con Giappichelli, suo editore, si è scelto di pubblicare on line e di offrire gratuitamente ai lettori.

Pur essendo metodologicamente impostata secondo quanto si è esposto, la Rivista, nondimeno, è pure rivolta all’analisi, talora anche di dettaglio, delle novità normative e giurisprudenziali che, a livello sia europeo che nazionale, nonché regionale, connotano senza sosta il diritto ambientale. Inoltre, stante l’interdisciplinarietà del diritto dell’ambiente, la Rivista pubblicherà anche contributi di studiosi di materie diverse dal diritto amministrativo.

L’attenzione alle novità – anche al di fuori del diritto amministrativo – fa sì, poi, che la Rivista sia diretta non soltanto alla comunità degli studiosi del diritto ambientale, ma pure e in egual misura alle pubbliche amministrazioni e a tutti gli operatori, pubblici e privati, coinvolti nel settore; e a tal fine ci si propone di valorizzare anche le sinergie con il master sopra menzionato, la cui progettazione didattica è affidata in prevalenza a membri del comitato scientifico della Rivista.

Il comitato scientifico della Rivista è sostanzialmente composto dagli autori principali del libro sopra citato, con alcuni innesti che riguarderanno anche giuristi che non si occupano di diritto amministrativo e che potranno concernere pure studiosi stranieri.

La Rivista, infatti, intende investire molto anche sull’internazionalizzazione (perciò, tra l’altro, i contributi pubblicati saranno corredati da un abstract in inglese), che in materia ambientale appare fisiologica dato che la parte preponderante del diritto dell’ambiente vigente in Italia è di derivazione comunitaria e che la legislazione ambientale europea, a sua volta, si inserisce in un contesto più ampio composto da sempre più numerosi e rilevanti trattati, convenzioni, protocolli, dichiarazioni e altri atti di diritto internazionale.

La Rivista, quindi, si propone di dedicare spazio anche allo studio del diritto dell’ambiente negli ordinamenti stranieri, con particolare riferimento non solo, come avviene di solito, ai principali Paesi europei, agli Stati Uniti e ad altri Paesi del pianeta da tempo sviluppati, ma pure a Paesi dalle economie emergenti come segnatamente la Cina, l’India o, guardando al Sudamerica, il Brasile, con riguardo ai quali lo studio del diritto ambientale si rivela oggi di notevole e crescente interesse.

A tal fine, saranno pubblicati anche contributi in lingua straniera. Inoltre, la Rivista intende collegarsi con riviste straniere che si occupano di diritto dell’ambiente, attivando con esse forme di collaborazione quali l’organizzazione di incontri, seminari o convegni, la cura di ricerche e pubblicazioni di interesse comune, e così via.

In conclusione, preme ribadire che, sebbene si tratti di una rivista on line, la “Rivista quadrimestrale di diritto dell’ambiente” vuol essere una rivista giuridica tradizionale e a tutti gli effetti scientifica, la quale pertanto, tra l’altro, sarà dotata di un sistema di referaggio in doppio cieco.

Al direttore della Rivista non resta dunque che esortare vivamente tutti gli studiosi interessati a inviargli contributi da pubblicare, ringraziando sin d’ora anche tutti coloro che vorranno inoltrargli commenti e suggerimenti utili per migliorare questa neonata iniziativa scientifica ed editoriale.

Mauro Renna

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