Presentazione

Le ragioni della fondazione della Rivista (2010)

L’idea di costituire la Rivista quadrimestrale di diritto dell’ambiente nasce dalla consapevolezza che, nell’ambito giuridico, il diritto dell’ambiente rappresenta una delle materie più direttamente coinvolte nella crisi del modello di sviluppo che sta attraversando il pianeta, nei processi di globalizzazione e nella crisi di molte istituzioni e categorie giuridiche tradizionali e, quindi, muove dalla convinzione che lo studio del diritto ambientale possa e debba costituire una preziosa occasione per tentare di elaborare nuove sistematiche e metodologie giuridiche, o almeno per rivisitare concetti dogmatici già conosciuti.
Si è maturata la convinzione, in altri termini, che lo studio del diritto dell’ambiente debba dialogare con la teoria generale, anziché essere affrontato – come spesso è stato fatto, stante l’elevato contenuto tecnico della materia – soltanto da iperspecialisti, attraverso contributi elaborati con un linguaggio assai specifico e caratterizzati da una grande densità di dati documentali; e si è realizzato come, pur essendo il diritto dell’ambiente per sua natura interdisciplinare, il diritto amministrativo sia il settore dell’ordinamento giuridico che si presta maggiormente, se non esclusivamente, a offrire una visione di insieme e a consentire una sistemazione unitaria della materia, dato che non esistono aspetti rilevanti della disciplina ambientale che non comportino l’esercizio di pubblici poteri o comunque interventi di pubbliche amministrazioni
Peraltro, la Rivista è anche rivolta all’analisi, talora anche di dettaglio, delle novità normative e giurisprudenziali che, a livello sia europeo che nazionale, nonché regionale, connotano senza sosta il diritto ambientale. Inoltre, stante l’interdisciplinarietà del diritto dell’ambiente, la Rivista pubblicherà anche contributi di studiosi di materie diverse dal diritto amministrativo.
L’attenzione alle novità – anche al di fuori del diritto amministrativo – fa sì, poi, che la Rivista sia diretta non soltanto alla comunità degli studiosi del diritto ambientale, ma anche e in egual misura alle pubbliche amministrazioni e a tutti gli operatori, pubblici e privati, coinvolti nel settore.
La Rivista intende investire anche sull’internazionalizzazione (perciò, tra l’altro, i contributi pubblicati saranno corredati da un abstract in inglese), che in materia ambientale appare fisiologica dato che la parte preponderante del diritto dell’ambiente vigente in Italia è di derivazione comunitaria e che la legislazione ambientale europea, a sua volta, si inserisce in un contesto più ampio composto da sempre più numerosi e rilevanti trattati, convenzioni, protocolli, dichiarazioni e altri atti di diritto internazionale.
La Rivista, quindi, si propone di dedicare spazio anche allo studio del diritto dell’ambiente negli ordinamenti stranieri, con particolare riferimento non solo, come avviene di solito, ai principali Paesi europei, agli Stati Uniti e ad altri Paesi del pianeta da tempo sviluppati, ma anche a Paesi dalle economie emergenti come segnatamente la Cina, l’India o, guardando al Sudamerica, il Brasile, con riguardo ai quali lo studio del diritto ambientale si rivela oggi di notevole e crescente interesse.
A tal fine, saranno pubblicati anche contributi in lingua straniera. Inoltre, la Rivista intende collegarsi con riviste straniere che si occupano di diritto dell’ambiente, attivando con esse forme di collaborazione quali l’organizzazione di incontri, seminari o convegni, la cura di ricerche e pubblicazioni di interesse comune, e così via.
In conclusione, preme ribadire che, sebbene si tratti di una rivista on line, la “Rivista quadrimestrale di diritto dell’ambiente” vuol essere una rivista giuridica tradizionale e a tutti gli effetti scientifica, la quale pertanto, tra l’altro, sarà dotata di un sistema di referaggio cieco in linea con i migliori standard internazionali e nazionali.
Al direttore della Rivista non resta dunque che esortare vivamente tutti gli studiosi interessati a inviargli contributi da pubblicare, ringraziando sin d’ora anche tutti coloro che vorranno inoltrargli commenti e suggerimenti utili per migliorare questa neonata iniziativa scientifica ed editoriale.

Le linee di evoluzione della Rivista (2016-)

La Rivista quadrimestrale di diritto dell’ambiente si rinnova.
Al Direttore si affiancano un Comitato di direzione, un Comitato internazionale scientifico e di referaggio, un Panel di referee esterni e una Redazione ampliata con il coinvolgimento di nuovi giovani studiosi.
Già nel 2010, nel presentare l’avvio di questa esperienza editoriale alla comunità scientifica, l’internazionalizzazione e l’interdisciplinarità erano state individuate come direttrici di sviluppo della Rivista. Questi assi fondamentali vengono confermati e rafforzati.
Da un lato, la Rivista intende non solo rivolgersi al pubblico degli studiosi italiani, ma anche inserirsi nel dibattito in corso a livello transnazionale sull’evoluzione, la natura, le trasformazioni e i limiti del diritto dell’ambiente. Per favorire l’apertura della Rivista alla consultazione e alla partecipazione attiva degli studiosi stranieri, sono state compiute alcune scelte strategiche: coinvolgere numerosi e autorevoli colleghi provenienti da tutti i continenti nel Comitato internazionale scientifico e di referaggio; promuovere e praticare il multiliguismo accettando articoli in lingua italiana, francese, inglese, spagnola e portoghese; ospitare in ciascun fascicolo contributi provenienti da esperienze giuridiche differenti, in maniera tale da rappresentare pluralisticamente, e con rispetto per le diverse tradizioni dottrinali anche sul piano dell’impostazione e dello stile citazionale, le molteplici ispirazioni del diritto dell’ambiente nelle varie aree del mondo. Anche le nuove Norme Editoriali (redatte in italiano e in inglese e contenenti una sezione specificamente dedicata agli autori stranieri) testimoniano questa volontà di apertura.
Dall’altro lato, oltre ai saperi giuridici e, dunque, al vasto ventaglio di discipline primariamente coinvolte nel “poliedro” del diritto dell’ambiente (quelle del diritto amministrativo, costituzionale, internazionale, europeo, comparato, civile, agrario, penale, etc.), la Rivista intende valorizzare anche contributi provenienti da scienze non giuridiche legate ai temi ambientali, quali ad esempio l’economia ecologica, l’etica e la filosofia ambientale, la sociologia dell’ambiente, le scienze dell’alimentazione.
La struttura di ciascun fascicolo sarà articolata in sezioni. Le prime due, costanti in ogni uscita ed intitolate rispettivamente “SAGGI” e “NOTE E COMMENTI”, ospiteranno contributi sottoposti a una rigorosa blind peer review in linea con i migliori standard internazionali e nazionali anche in relazione ai regolamenti/linee guide ANVUR per la cd. fascia “A” (e comunque sempre a doppio cieco per i Saggi: si rinvia alla Procedura di Peer Review pubblicata nel sito della Rivista sia in lingua italiana che in lingua inglese): gli scritti di maggiore ampiezza saranno destinati alla prima sezione, mentre le note a sentenza e gli articoli più brevi troveranno spazio nella seconda. Nelle sezioni terza e quarta, entrambe eventuali, intitolate rispettivamente “OPINIONI E SEGNALAZIONI” e “PAPERS”, saranno pubblicati scritti che abbiano ricevuto una previa valutazione positiva del Comitato di direzione (senza necessità di sottoposizione a referaggio anonimo). In particolare, la sezione “OPINIONI E SEGNALAZIONI” rappresenterà un forum di discussione aperto ed informale volto ad ospitare recensioni, dibattiti, rassegne, esperienze significative emerse nella prassi amministrativa o nel diritto vigente e vivente di altri Paesi, proposte, opinioni di autorevoli protagonisti dei diversi formanti del diritto. La sezione “PAPERS” pubblicherà papers presentati in occasioni di convegni, congressi o seminari.
L’ambizione della Rivista resta quella di offrire una prospettiva non solo ricognitiva o critica, ma anche euristica, nello studio del diritto dell’ambiente, quale laboratorio maieutico di sperimentazione/rielaborazione di principi, categorie sistematiche, metodologie giuridiche, concetti dogmatici, rilevanti anche al livello della teoria generale.
Resta ferma la scelta culturale di rendere la Rivista liberamente e totalmente fruibile a tutti nella modalità telematica open access, per favorire la diffusione, la condivisione e la crescita della conoscenza attraverso il pieno accesso del pubblico ai risultati della ricerca.
La Rivista si è dotata inoltre di un Codice Etico, pubblicato nel sito, in forza del quale tutti gli organi e i collaboratori della Rivista sono vincolati al rispetto di alcuni principi fondamentali: in ordine alla valutazione e al referaggio, in particolare, è ivi ribadito che la peer review ha natura non preclusiva, ma collaborativa, e dunque non legittima la sovrapposizione arbitraria di personali preferenze o convinzioni dei referee a quelle degli autori, rischiando altrimenti di sconfinare in forme larvate di censura, ma mira ad interloquire costruttivamente con gli autori ed a fornire una valutazione di idoneità dei contributi ad essere offerti alla conoscenza e alla discussione della comunità scientifica, alla quale è affidato il giudizio finale di merito su ogni apporto scientifico.
La Direzione della Rivista esorta vivamente tutti gli studiosi e gli operatori interessati a sottoporre i loro scritti per la pubblicazione (tramite invio all’indirizzo rqda.redazione@gmail.com), ringraziando sin d’ora tutti coloro che vorranno inoltrare commenti e suggerimenti utili per migliorare questa rinnovata iniziativa scientifica ed editoriale.

LA DIREZIONE

Giampaolo Rossi
Maurizio Cafagno
Francesco De Leonardis
Andrea Farì
Fabrizio Fracchia
Emiliano Frediani
Fabio Giglioni
Stefano Grassi
Alfredo Moliterni
Massimo Monteduro
Alessandra Pioggia
Mauro Renna

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